venerdì 29 febbraio 2008

Lotta biologica

Le piante morsicate o fisicamente danneggiate producono un composto chimico volatile che può mettere al corrente dell'attacco degli insetti le piante vicine e prepararle a difendere se stesse. Lo sostengono alcuni ricercatori in un articolo pubblicato sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences". "Sappiamo - spiega l'entomologo James H. Tumlinson della Pennsylvania State University - che quando i bruchi masticano alcune piante, queste producono sostanze chimiche in grado di attirare le vespe, i nemici naturali dei bruchi. In agricoltura, i predatori naturali costituiscono un metodo efficace di controllo biologico degli infestanti". Tuttavia, queste sostanze che attirano i predatori non compaiono immediatamente. Le prime a essere liberate sono composti organici chiamati GLV (green leafy volatiles), responsabili dell'odore dell'erba appena tagliata o delle foglie compresse. Sono altamente volatili e compaiono immediatamente, dunque sono buoni candidati come segnalatori per le altre piante. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno studiato come le GLV influenzano le piante vicine non danneggiate nel caso di pianticelle di grano e delle nottue (Spodoptera exigua), un bruco che mangia le foglie del grano oltre che del cotone, del tabacco e di altre piante. I risultati mostrano che l'esposizione a GLV innesca le difese delle piante per una risposta più forte contro il successivo attacco degli insetti erbivori, aumentando la biosintesi di acido jasmonico e di composti organici volatili (VOC) che normalmente non appaiono che ore dopo l'attacco iniziale.